Click-baiting headlines… questo sconosciuto! Sconosciuto almeno fino a ieri, infatti è proprio fresco di ieri l’annuncio da parte di Facebook dell’introduzione di nuovi “miglioramenti” al proprio algoritmo volti a raggiungere due obiettivi:

  1. Ridurre il cosìddetto click-baiting headlines, cioè l’uso di titoli un po’ “ingannevoli” nei link condivisi sulle pagine Facebook;

  2. Fare in modo che gli utenti di Facebook possano fruire dei contenuti postati nel miglior formato possibile, che per Facebook è quello dell’anteprima.

Cosa si intende per click-baiting?

Si definisce click-baiting l’azione di chi pubblica in un post un link con un titolo che “invita” gli utenti a cliccarci sopra, senza però dare ulteriori informazioni in merito a quello che andranno a leggere.

Avete presente quei post che cominciano tipo: “non potrai mai immaginare che cosa è successo a questi due turisti mentre accarezzavano un alligatore volante della savana! Clicca qua per scoprirlo!” ?

Bene, quelli.

Esempio di click-baiting headlines

Esempio di click-baiting headlines

Post di questo tipo tendono ad ottenere moltissimi click, quindi a raggiungere le posizioni più in alto nel news feed.

Tuttavia, secondo un sondaggio di Facebook, l’80% degli utenti preferisce vedere sul proprio news feed posts con titoli esplicativi, cioè che li aiutino a decidere se procedere nella lettura dell’intero articolo cliccando sul link, oppure se lasciar perdere senza per forza essere costretti a leggere l’articolo per capirlo.

Come fa Facebook a determinare che cos’è click-baiting e cosa no?

Prima di tutto Facebook esamina il cosiddetto tempo di permanenza fuori da Facebook o bounce rate, cioè quanto tempo un utente trascorre all’esterno del social network per leggere un articolo.

Se gli utenti trascorrono molto tempo a leggere significa che hanno trovato il contenuto valido ed in linea con i propri interessi.

Nel caso in cui, invece, ritornino subito indietro su Facebook, significherà che il contenuto non era quello che cercavano.

Facebook tenderà sempre di più a penalizzare quei post che hanno generato un immediato ritorno all’interno del social network da parte dell’utente.

In secondo luogo Facebook esamina il livello di “engagement” generato dal contenuto.

Se numerosi utenti cliccano sul link ma poi rientrano in Facebook senza commentare o mettere “like”, si darà per scontato che non abbiano ricevuto alcun valore dal contenuto, conseguentemente Facebook penalizzerà il post contenente il link.

Condivisione di links nei posts, che cosa cambia?

Il secondo aggiornamento dell’algoritmo riguarda la modalità di condivisione dei links all’interno dei posts.

Facebook annuncia che darà priorità a quei posts che contengono links condivisi nel formato nativo della piattaforma, mentre penalizzerà il links condivisi sull’aggiornamento di stato o su una foto.

All’atto pratico questo significa che se volete condividere su Facebook un post pubblicato sul vostro sito, dovete copiare ed incollare il link nello spazio per l’aggiornamento di stato ed attendere che il sistema generi in automatico l’anteprima dell’articolo.

Dopodiché dovete cancellare il link appena condiviso, mantenere soltanto l’anteprima e procedere con la pubblicazione su Facebook.

Esempio di link condiviso secondo il formato nativo della piattaforma.

Esempio di link condiviso secondo il formato nativo della piattaforma.

Secondo Facebook, infatti, utilizzare il formato anteprima permette di mostrare varie informazioni legate al contenuto dell’articolo di cui avete postato il link, come per esempio un’introduzione all’argomento trattato, che rendono più semplice per gli utenti decidere se cliccare o meno per leggere l’intero articolo.

In secondo luogo questo formato di condivisione risulta più pratico anche per chi accede da dispositivi mobili.

Facebook assicura che queste ulteriori modifiche all’algoritmo sono state pensate per una migliore fruizione dei contenuti da parte degli utenti del social network e per fare in modo che nel loro news feed appaiano post con contenuti di reale interesse per loro e non ingannevoli.

A nostro avviso, per quanto condivisibile la penalizzazione dei posts click-baiting headlines, ci pare, tuttavia, che l’altro lato della medaglia sia che Facebook voglia dare un ulteriore giro di vite alla visibilità dei posts per spingere ancora di più l’advertising.

Voi che cosa ne pensate?

Immagine di copertina Original uploader was Jom at de.wikipedia – Transferred from de.wikipedia (Original text : Joachim Müllerchen) 

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Click-baiting: novità sull'algoritmo di Facebook
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Click-baiting: novità sull'algoritmo di Facebook
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Facebook introduce nuovi aggiornamenti dell'algoritmo per contrastare il click-baiting, l'utilizzo di titoli ingannevoli nei posts per ottenere click.
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