Eccoci arrivati al quarto appuntamento con la nostra rubrica “Pillole di Social Media”.

Continuiamo la nostra “crociata” contro la disinformazione dilagante riguardo al funzionamento e al corretto utilizzo dei Social Media ed, in particolare, continuiamo a parlare dei numerosi strumenti che esistono per difendere la nostra privacy anche sul web e soprattutto su Facebook, il Social Media più diffuso fra gli italiani.

Facciamo un piccolo passo indietro: ricordi di che cosa abbiamo parlato nel precedente appuntamento? Ti sei esercitato ed hai preso confidenza con i diversi livelli di privacy offerti da Facebook per i post e per qualsiasi altro contenuto da te pubblicato? Se l’hai fatto e già ti senti sicuro, molto bene! Il training sta dando i suoi frutti! 🙂

Se, invece, qualcosa ancora non ti è chiaro, ti consiglio, prima di tutto, di andare a rivedere i video tutorial precedenti e provare a mettere in pratica, passo dopo passo, i diversi procedimenti che ti spiego e che ti mostro nei video. In ogni caso, se tu dovessi avere ancora qualche dubbio, ti invito ad usare, senza indugio, lo spazio dei commenti qua sotto per pormi le tue domande.

L’argomento che affrontiamo nei due video che ti presento oggi è molto importante per acquisire una consapevolezza ancora maggiore sulla gestione della tua privacy su FacebookImpostazioni Privacy in Facebbook

Vedremo, infatti, in che modo i tuoi amici di Facebook, gli amici dei tuoi amici, oppure persone che non conosci affatto e che non pensavi nemmeno potessero rintracciarti su Facebook e vedere il tuo diario, possano, in realtà, a seconda del modo in cui hai settato le impostazioni della privacy dei tuoi vari post su Facebook, vedere che cosa scrivi, oppure le foto, i video od altri tipi di contenuti che posti, e possano, addirittura, in alcuni casi, interagire con essi.

I video sono molto interessanti, non mi resta quindi che augurarti buona visione e buona messa in pratica! Alla prossima! 🙂

Le impostazioni della privacy in Facebook – Prima parte

Le impostazioni della privacy in Facebook – Seconda parte